il mito da sfatare: correre piano per correre forte

di Cristian Laporta in Run Club Italia

la cosa più controintuitiva del running spiegata semplice, senza fisiologia da manuale.

[{"type":"paragraph","text":"chiunque inizi a correre ha lo stesso istinto: per migliorare, devo spingere. ogni uscita un po' più forte, sempre col fiato corto. ed è esattamente il modo per impantanarsi (o farsi male)."},{"type":"heading","text":"l'errore della \"terra di nessuno\""},{"type":"paragraph","text":"la maggior parte degli amatori corre tutto allo stesso ritmo: un \"medio comodo\" che è troppo forte per recuperare davvero e troppo lento per migliorare la soglia. risultato: ti stanchi, ma non progredisci. è la zona grigia che frega tutti."},{"type":"heading","text":"cosa fanno invece quelli bravi"},{"type":"paragraph","text":"corrono PIANO la maggior parte del tempo. lento, conversazionale, quasi noioso. e poi, una o due volte a settimana, spingono per davvero (ripetute, soglia). il famoso 80/20. il lento costruisce il motore — cuore, capillari, efficienza — il forte lo affina."},{"type":"paragraph","text":"la prossima volta che esci per il \"facile\", rallenta finché potresti raccontare la tua giornata senza ansimare. sembra troppo lento. è giusto così."},{"type":"quote","text":"correre forte tutti i giorni ti rende un corridore stanco. correre piano quasi sempre ti rende un corridore veloce. è ingiusto, ma è così."}]

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